Il clima che i genitori sanno creare in casa plasma l’animo del bambino. Il clima di fiducia facilita la serenità, il progresso, lo sforzo. Il piccolo si sente allora moralmente obbligato a fare meglio che può. La differenza, al contrario, rende inetti o peggio suscita il desiderio di fare male. La gioia di vivere, frutto delle certezze di essere compreso e amato, ha un posto importante nella vita del bambino. Una madre nervosa, scattante, piagnucolona; un padre burbero, che rientra la sera stanco, non trova nessun piatto di suo gusto, distribuendo senza ragione punizioni è un ottimo modo per far piegare il bambino su se stesso nell’attesa dell’evasione.
Il bambino ha bisogno di sentirsi molto amato, non come amore molle, ma robusto e insieme tenero. I bambini educati senza calore diventano spesso egoisti, perché delusi nei loro bisogni d’affetto e prendono l’abitudine a ripiegarsi su di loro stessi. Ma attenzione! Vi sono bambini accarezzati e vezzeggiati, lusingati e ballottati che non sono affatto amati disinteressatamente e per il loro bene. Si ha piuttosto una forma di egoismo paterno e materno, che tende alla propria soddisfazione.
E’ naturale che un bambino faccia i capricci. E’ compito dei genitori affettuosamente, ma con fermezza, condurre il piccolo a domarli. La sua vera felicità è in gioco perché non imparando a reprimere da giovane le sue fantasticherie più tardi non ne sarà più capace e ne resterà vittima.In molte famiglie, si ha paura di chiedere sforzi ai propri figli, si ha paura di contrariarli, di addolorarli, di vederli fare storie o tenere il broncio. Questa è un’educazione nulla, alla rovescia: questi fanciulli saranno in seguito dei vinti dalla vita.
Quei giovani, infatti, a cui nulla è mancato, a cui si è evitata ogni pena, giunti all’età matura sono incapaci di compiere il minimo sforzo. Se un bambino, all’età in cui si formano le abitudini, si sforza di vincere una difficoltà invece di scoraggiarsi, arricchisce le proprie riserve di energie, che più tardi l’aiuteranno a superare l’assillo quotidiano.
L’arte educativa primo compito dei genitori cristiani deve essere condivisa senza apparire davanti ai figli in maniera disgregata o addirittura con decisioni completamente discordanti, meglio mettersi d’accordo in disparte e poi insieme comunicare ai figli quanto concordato. La vita è una cosa seria: la frivolezza, la piccineria non sono la felicità, per tale motivo oggi in particolare, i genitori cristiani devono formarsi alla genitorialità poiché: “genitori non si nasce, si diventa”.
Preghiera dei genitori: “Dio mio, aiutaci ad impartire un’educazione con tenerezza e fermezza ai nostri figli, ma soprattutto insegnaci o Signore a condividere l’arte educativa verso i figli senza delegare questo compito ad altri”.
(Mons. C. Rocchetta).
“Quale grazia essere accolti in quella piccola chiesa, entrare nella sua
tenerezza, scoprire la sua maternità, sperimentare la sua misericordia: il
focolare cristiano è il volto ridente e dolce della Chiesa”.
(Paolo VI)
